1429

L’ascesa di Cosimo il Vecchio

Cosimo de’ Medici subentra al padre Giovanni nella conduzione degli affari finanziari di famiglia.

Personaggio abile ed energico, diplomatico astuto, Cosimo intuisce l’importanza di ottenere una copertura politica per le sue attività bancarie. Comincerà così, nell’ombra, la sua ascesa verso il controllo delle magistrature repubblicane fiorentine.

Cosimo de' Medici, opera del Pontormo (Firenze, Galleria degli Uffizi)
1431

Eugenio IV nuovo papa

Martino V, al secolo Ottone Colonna, muore dopo aver convocato il Concilio di Basilea.

Il nuovo pontefice è il veneziano Gabriele Condulmer, che regnerà con il nome di Eugenio IV. Durante il suo pontificato si acuiscono le tensioni giurisdizionali con la Serenissima, che rivendica per sé la designazione dei vescovi veneti.

1433

La prima cacciata dei Medici

Rinaldo degli Albizzi costringe all’esilio da Firenze Cosimo de’ Medici.

La lenta ma inesorabile avanzata della famiglia Medici nel controllo delle magistrature fiorentine si scontra con gli interessi dell’altrettanto potente famiglia Albizzi. Cosimo il Vecchio, con accuse pretestuose, viene dapprima condannato a morte, pena in seguito commutata nell’esilio.

Firenze, piazza della Signoria, particolare dell'opera di pittore anonimo risalente al XIX secolo (Firenze, Museo Storico Topografico «Firenze com'era»)
1434

La trasformazione della Repubblica fiorentina

Mentre Cosimo de’ Medici rientra a Firenze, Rinaldo degli Albizzi prende la via dell’esilio.

Grazie alla diffusa rete di amicizie e alla notevole possibilità di distribuire benefici economici, Cosimo il Vecchio fa il suo ritorno trionfale in Firenze, dove la Signoria d’ora in poi sarà, di fatto, nelle mani di personaggi controllati dai Medici. Seppur non formalmente, la Repubblica fiorentina ha cessato di esistere.

1436

La cupola del Brunelleschi

Con la benedizione di Eugenio IV, si inaugura la cupola di Santa Maria del Fiore

Dopo 16 anni di lavori, è ultimato uno dei capolavori del grande architetto Filippo Brunelleschi, che ottiene un immediato e vasto consenso. Nello stesso anno Leon Battista Alberti traduce in volgare il De pictura che, con i successivi De statua e De re aedificatoria, costituiranno un costante punto di riferimento per gli artisti successivi.

Cupola di Santa Maria del Fiore, Firenze.
1438

Un nuovo antipapa

A pochi anni dalla fine dello scisma d’Occidente la Chiesa è nuovamente divisa.

I delegati conciliari non riconoscono la legittimità, da parte di Eugenio IV, di spostare il Concilio da Basilea a Ferrara e, da lì, a Firenze; dopo aver dichiarato decaduto Eugenio IV, eleggono quindi Amedeo VIII di Savoia (1439), che fu antipapa - l’ultimo, nella storia della Chiesa - con il nome di Felice V fino al 1449, quando si dimise spontaneamente.

1439

Tra Occidente e Oriente

Cosimo il Vecchio convince papa Eugenio IV a trasferire il Concilio di Ferrara a Firenze.

In questa occasione sarebbe dovuto rientrare lo scisma d’Oriente. A Firenze giungono così l’imperatore Giovanni VIII Paleologo, e il suo seguito di intellettuali e dignitari provenienti da Costantinopoli.

Ritratto di papa Eugenio IV (Gabriele Condulmer), incisione risalente al XV secolo(Milano, Castello Sforzesco Civiche Raccolte d'Arte Applicata ed Incisioni, Civica Raccolta delle Stampe «Achille Bertarelli»)
1440

La battaglia di Anghiari

Uno scontro tra le truppe milanesi e quelle fiorentine ferma l’avanzata viscontea in Toscana.

All’inizio del XVI secolo verrà commissionato dal gonfaloniere di giustizia Pier Soderini a Leonardo da Vinci un affresco, poi incompiuto, per immortalare l’episodio. Dai cartonati del maestro toscano sono state ricavate diverse copie, la più celebre delle quali è, senza dubbio, quella del fiammingo Peter Paul Rubens.

1440

La falsa donazione di Costantino

L’umanista e filologo Lorenzo Valla dimostra l’inautenticità della celebre donazione

La donazione di Costantino è un documento (falso) con il quale i pontefici avevano avanzato la pretesa di poter disporre del potere temporale su Roma. Il metodo filologico utilizzato da Valla è emblematico del clima culturale che si respira in Italia. Intanto, a Firenze, cresce la fama del filosofo Nicola Cusano.

La donazione di Costantino a papa Silvestro I, xilografia spagnola del 1530
1441

Il matrimonio di Francesco Sforza

Il 25 ottobre Francesco Sforza sposa Bianca Maria, figlia del duca Filippo Maria Visconti.

Francesco Sforza, già abilissimo capitano di ventura e detentore, grazie alla propria abilità diplomatico-militare, di vasti territori, divenendo genero del duca di Milano si candida ad essere uno dei più potenti principi dello scacchiere politico italiano.

Nozze di Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti, miniatura del XV secolo.
1442

La vittoria di Alfonso d’Aragona

Al termine di un lungo conflitto, termina il dominio angioino in Italia.

Dopo aver espugnato Napoli e aver sconfitto tutti gli alleati di Renato d’Angiò, Alfonso d’Aragona ricostituisce un unico dominio sull’Italia meridionale e la Sicilia (pur formalmente separate). Il Regno meridionale si appresta a diventare una delle maggiori potenze mediterranee.

1444

Il Palazzo Medici-Riccardi

Iniziano a Firenze i lavori per una costruzione commissionata da Cosimo il Vecchio.

Vasari racconta che il primo architetto a cui venne richiesto un progetto fu Brunelleschi. Ma data la sontuosità dell'opera presentata, Cosimo il Vecchio preferì il progetto più austero del Michelozzo, in modo da non attirare su di sé e sulla propria famiglia le invidie e i sospetti dei concittadini.

1445

I natali del Botticelli

Nasce a Firenze uno dei più grandi artisti della pittura italiana

Alessandro Filipepi nasce a Firenze, nel quartiere di Santa Maria Novella, da Mariano di Vanni d’Amedeo Filipepi, conciatore di pelli, e dalla moglie Smeralda. Ultimo di quattro figli, per estensione gli viene attribuito il soprannome di uno dei fratelli (detto Botticella perché piccolo e grasso) con cui passerà alla storia: Sandro Botticelli.

Ritratto di Sandro Botticelli, incisione risalente al XIX secolo (Milano, Castello Sforzesco, Civiche Raccolte d'Arte Applicata ed Incisioni, Civica Raccolta delle Stampe «Achille Bertarelli»)
1446

Venezia salva le rotte del Levante

La Serenissima stipula un trattato di pace con Murad II, sultano ottomano

Le Repubblica di Venezia trova un accordo diplomatico con la nuova potenza che si è affermata in Oriente: l’impero dei turchi ottomani. In questo modo, la Serenissima tenta di preservare il suo ruolo di detentrice delle rotte commerciali più importanti verso il Levante.

Il sultano ottomano Murad II, acquerello (Istanbul, Türk ve Islam Eserleri Müzesi)
1447

Il nuovo papa e la Repubblica ambrosiana

Muoiono a poca distanza l’uno dall’altro Eugenio IV e Filippo Maria Visconti

Mentre al soglio di Pietro viene eletto Niccolò V, a Milano la situazione rimane incerta, non avendo il defunto duca eredi diretti. La borghesia milanese riesce, però, a restaurare una effimera Repubblica ambrosiana.

1450

Francesco Sforza a Milano

Dopo tre anni ha termine l’effimero Stato repubblicano milanese

La città ambrosiana, dopo una fase di assedio, cede alle truppe di Francesco Sforza. Il capitano di Ventura, già genero dell’ultimo Visconti, ottiene per sé il titolo di duca. Dopo aver combattuto al servizio delle principali potenze della penisola, ora lo Sforza è deciso a recitare un ruolo da prim’attore nella politica italiana.

Medaglia con effige di Francesco Sforza, opera di Antonio Pisano (Venezia, Ca' d'Oro, Galleria Giorgio Franchetti)
1451

L’alleanza milanese-fiorentina

Dopo lunghe ostilità, il Ducato milanese e la Repubblica fiorentina stipulano un’alleanza

Grazie all’antica solidarietà tra Francesco Sforza e Cosimo il Vecchio, le due vecchie rivali, Milano e Firenze, si alleano in funzione antiveneziana. Con la Serenissima, oltre a una serie di Stati minori, si schiera il re di Napoli Alfonso d’Aragona. La penisola è nuovamente percorsa da scontri tra le varie potenze.

1453

La fine dell’Impero romano

Dopo un lungo e violento assedio Costantinopoli cade nelle mani dei turchi

Ciò che resta dell’Impero bizantino, erede dell’Impero dei Cesari, viene conquistato dalle truppe del sultano Mehmet (Maometto) II. L’imperatore Costantino XI Paleologo muore in battaglia. L’evento, del tutto previsto e atteso dalle diplomazie occidentali, pone tuttavia fine allo Stato più longevo dell’Europa cristiana.

Ritratto del sultano Maometto II, opera di Gentile Bellini, 1490 (Londra, National Gallery)
1454

La pace di Lodi

Le principali potenze italiane siglano una pace destinata a resistere per mezzo secolo

Fin dalla fine del XIV secolo, quando l’espansionismo dei milanesi di Gian Galeazzo Visconti aveva allarmato Firenze e Venezia, l’Italia (settentrionale e centrale, in particolare) era stata attraversata da scontri cruenti. Anche nello Stato pontificio e al Sud (rivalità angioino-aragonese) si erano combattute molte guerre. La pace siglata a Lodi, invece, consentirà di inaugurare un periodo di relativa stabilità per l’Italia, durato almeno sino alla fine del secolo.

1455

La lega italica

Il primo frutto della pace di Lodi è l’estensione della Lega italica

Dopo la pacificazione intervenuta tra Milano, e l’alleata Firenze, e Venezia, l’alleanza che ne era scaturita si estende con l’adesione del pontefice Niccolò V (che viene presto sostituito da Callisto III Borgia) e di Alfonso d’Aragona. Tra i principali Stati italiani, l’unica realtà esclusa è la Repubblica di Genova.

Alfonso d'Aragona, opera di pittore anonimo (Firenze, Uffizi Galleria degli Uffizi)
1456

Le battaglie di San Romano

Su commissione di Cosimo de’ Medici, Paolo Uccello dipinge la celebre opera

Anche se alcuni storici anticipano la realizzazione dell’opera di una quindicina d’anni, è probabilmente attorno a questa data che l’artista dipinge il trittico, oggi conservato alla National Gallery, al Louvre e agli Uffizi, in cui l’episodio militare viene narrato secondo una rappresentazione prospettica del tutto originale.

La battaglia di San Romano: l’intervento di Michele Attendolo in aiuto dei fiorentini, particolare della tempera su tavola opera di Paolo Uccello (Parigi, Musée du Louvre)
1458

Successioni a Roma e Napoli

Callisto III, poco prima di morire, si oppone alla successione al trono di Napoli

Alla morte di Alfonso d’Aragona i suoi possedimenti sono spartiti tra il fratello Giovanni II (Aragona, Sicilia e Sardegna) e il figlio Ferrante (Napoli). Il papa Borgia, forse per favorire suo nipote Pier Luigi, si oppone. Ma la morte del pontefice consentirà l’incoronazione di Ferrante (1459). Al soglio di Pietro, intanto, viene eletto Pio II, il grande umanista Enea Silvio Piccolomini.

1460

Ancora scontri nel Meridione

Preoccupati dall’accentramento di Ferrante, i nobili invocano l’aiuto di Giovanni d’Angiò

Giovanni, appoggiato dal re di Francia, avanza militarmente nell’Italia meridionale contando su un sempre più massiccio sostegno della nobiltà locale. Ferrante subisce alcune sconfitte sul piano militare, ma grazie al sostegno del papa, del duca di Milano e del condottiero albanese Giorgio Scanderbeg (Giorgio Castriota) riesce a ribaltare la situazione (1464).

Ritratto di Giorgio Castriota o Giorgio Scanderbeg, opera attribuita a Antonio Maria Crespi detto il Bustino (Milano, Pinacoteca Ambrosiana) © Copyright Veneranda Biblioteca Ambrosiana
1463

Le accademie fiorentine

Cosimo il Vecchio finanzia l’apertura di una nuova accademia dell’arte e del disegno

Il magnate fiorentino, su consiglio questa volta di Giorgio Vasari, finanzia l’ennesima istituzione culturale della città del giglio. In questo periodo sorgono floride istituzioni, come la già attiva Accademia platonica ficiniana, che contribuiscono a fare di Firenze una delle grandi capitali culturali della penisola.

1464

Muore Cosimo il Vecchio

Si spegne l’uomo che, di fatto, esercitava la Signoria su Firenze

Pur senza mai ricoprire ufficialmente la carica di Signore della città, Cosimo de’ Medici era riuscito a controllarne ampiamente sia la politica interna sia le alterne vicissitudini diplomatiche e militari. Sulla sua tomba, in San Lorenzo, fece scrivere significativamente Pater Patriae. La guida delle fortune di famiglia passa al figlio Piero.

1464

Alla bottega di Filippo Lippi

Botticelli diventa ragazzo di bottega e viene introdotto ai segreti della pittura

Il giovane Sandro viene ammesso alla bottega di Filippo Lippi a Prato, dove esegue i primi lavori. Sostiene il Vasari che Botticelli: “seguitò ed imitò si fattamente il maestro suo, che Fra Filippo gli pose amore, ed insegnogli di maniera, che e’ pervenne tosto ad un grado che nessuno lo avebbe stimato”

1466

La successione di Francesco Sforza

Muore a Milano il condottiero Francesco Sforza

Il ducato di Milano, che anni prima era stato conquistato dallo Sforza, passa al figlio Galeazzo Maria. Nello stesso anno, il capitano di ventura Bartolomeo Colleoni attacca Milano e Firenze, sperando di poter approfittare delle recenti successioni medicee e sforzesche.

Monumento equestre a Bartolomeo Colleoni in Campo Santi Giovanni e Paolo, opera di Andrea del Verrocchio (Venezia)
1467

La battaglia della Riccardina

Dietro all’azione militare del Colleoni si intravede l'ombra dei dogi veneti

Venezia appoggia velatamente il tentativo di Bartolomeo Colleoni di abbattere il dominio degli Sforza a Milano e dei Medici a Firenze (nelle fila del Colleoni militavano anche fuoriusciti fiorentini). Un grande esercito coalizzato di milanesi e fiorentini, cui si aggiungono i napoletani di Ferrante, e guidato da Federico da Montefeltro, sconfigge Colleoni alla Riccardina.

Verso di una medaglia raffigurante Federico III da Montefeltro, opera di Sperandio Savelli da Mantova risalente al XV secolo (Firenze, Museo Nazionale del Bargello)
1467

A scuola dal Verrocchio

Nuovi maestri aiutano Botticelli a migliorare il proprio stile e la propria sensibilità artistica

Abbandonata la bottega del Lippi, l’artista subisce nuove influenze, in particolare quella del Verrocchio di cui frequenta la bottega, che lo portano ad abbandonare lo stile elegante e delicato delle prime opere giovanili a favore di uno stile più deciso, tridimensionale, quasi scultoreo.

Putto con delfino, opera di Andrea del Verrocchio (Firenze, Museo di Palazzo Vecchio)
1469

L’ascesa del Magnifico

Muore a Firenze Piero de’ Medici, da tempo malato

Dopo solo cinque anni di dominio muore Piero de’ Medici, detto “il Gottoso” per le sue flebili condizioni di salute. La signoria di fatto della città viene assunta dai suoi due figli, Lorenzo, che poi sarà detto “il Magnifico”, e Giuliano.

1469

La stampa si diffonde in Italia

A Venezia viene aperta una tipografia. La stampa a caratteri mobili approda in Laguna

I fratelli Giovanni e Vendelino da Spira, originari della Renania, la stessa regione da cui proveniva Johannes Gutenberg, ottengono dal governo della Serenissima l’autorizzazione ad aprire una tipografia che utilizza i caratteri mobili. Non è la prima tipografia italiana, ma proprio Venezia sarà destinata a diventare il principale centro di stampa e diffusione di libri a stampa.

Pagina della Bibbia a “quarantadue linee” risalente al XV secolo (Magonza, Gutenberg Museum)
1469-1470

Una bottega per Botticelli

Finito l’apprendistato, il pittore fiorentino decide di mettersi in proprio

Dopo anni a fianco dei maestri Lippi e Verrocchio, Botticelli avvia una propria bottega e tenta la strada del lavoro in autonomia. Dipinge La Fortezza, per il Tribunale dei Sei della Mercanzia, Il ritorno di Giuditta a Betulia e La scoperta del cadavere di Oloferne, questi ultimi due recto e verso di un medesimo pannello.

Ritorno di Giuditta dal campo nemico, tempera su tavola opera di Sandro Botticelli (Firenze, Galleria degli Uffizi)
1471

La splendida Ferrara di Ercole d’Este

Alla morte del fratello Borso d’Este il papa nomina Ercole I nuovo marchese di Ferrara

La casata d’Este, vassalla del papa nei feudi ferraresi e dell’imperatore nelle zone di Modena e Reggio Emilia, ottiene, con Borso, il titolo ducale dal papa. Con l'avvento di Ercole I, Ferrara diviene una delle culle della cultura italiana rinascimentale.

Ritratto di Ercole I d'Este, opera di Dosso Dossi (Modena, Galleria Estense, Palazzo dei Musei)
1472-1473

Il primo capolavoro

Il talento di Botticelli si impone all'attenzione dei potenti mecenati

Il pittore si dedica alla realizzazione della Adorazione dei Magi, oggi conservata a Londra alla National Gallery. Lo stile è, ancora, molto influenzato da quello dei maestri, dal Lippi in particolare ma gli accenti già più vigorosi rappresentano un segno distintivo dello stile del Botticelli.

1473

La lega italica si incrina

Le relazioni tra gli Stati italiani mostrano le prime crepe

Sono due i fronti sui quali la situazione italiana rischia di precipitare. Da un lato le relazioni tra la Firenze medicea e la Roma del nuovo papa Sisto IV. Dall’altro quelle tra la Repubblica di Venezia e il Regno di Napoli degli Aragonesi. Milano, nella duplice sfida, resta dalla parte di Venezia e Firenze.

1474

Le nuove alleanze

La scacchiere politico italiano presenta due sistemi di alleanze

Anche sulla spinta delle maggiori potenze europee, che avanzano mire sulla penisola, si consolidano due sistemi di alleanze che vedono contrapporsi Milano, Venezia e Firenze, da un lato, e Napoli e Roma, dall’altro. Sisto IV appoggia apertamente la famiglia dei Pazzi in funzione antimedicea.

Sisto IV e il Platina, opera di Melozzo da Forlì (Città del Vaticano, Musei Vaticani, Pinacoteca Vaticana)
1474

Vede finalmente la luce la Camera degli Sposi a Mantova

Andrea Mantegna ultima la decorazione ad affresco che orna una parte del Palazzo ducale

L'opera si configura come uno dei migliori esempi di pittura “storica”, volta a promuovere i fasti della famiglia dei Gonzaga, signori e duchi di Mantova. La decorazione utilizza in maniera magistrale le tecniche prospettiche che il maestro veneto ha appreso e che torneranno anche nel suo celebre Cristo morto.

Dame della corte, particolare dell'affresco della Camera degli Sposi, opera di Andrea Mantegna rislente agli anni 1465-1474 (Mantova, Palazzo Ducale)
1474

Al lavoro a Pisa

La fama di Botticelli supera i confini della città e raggiunge Pisa

In Santa Maria Maggiore, a Firenze, viene collocato il San Sebastiano, oggi a Berlino allo Staatliche Museen. È la prima rappresentazione di nudo maschile elaborata dal Botticelli. Per la cappella dell’Incoronata del duomo di Pisa dipinge l’affresco l’Assunzione della Vergine, lasciato incompiuto e distrutto nel 1583.

San Sebastiano, tempera su tavola opera di Sandro Botticelli (Berlino, Staatliche Museen)
1475

Ritorno a Firenze

Dopo l’esperienza pisana, Botticelli ottiene diverse commissioni dai Medici

Botticelli lavora per entrambi i rami della famiglia Medici: quello che fa capo ai fratelli Giuliano e Lorenzo (il Magnifico) e quello del cugino Lorenzo di Pierfrancesco. Per il ramo principale realizza uno stendardo per la giostra medicea del 28 gennaio, ispirato alle tematiche dell’amor cortese trattate dal Poliziano nelle sue Stanze.

1476

L’attentato di Milano

Nella chiesa di Santo Stefano tre uomini uccidono il duca Galeazzo Maria Sforza

Appellandosi al diritto al “tirannicidio”, tre giovani attentano alla vita del duca milanese. Il loro tentativo riesce, seppur essi vengano immediatamente arrestati e giustiziati. A capo della signoria milanese succede il minorenne Gian Galeazzo, la cui tutrice, la madre Bona di Savoia, lotterà per garantirne i diritti.

1478

La congiura dei Pazzi

Si consuma a Firenze un attentato contro Giuliano e Lorenzo de’ Medici

Alcuni membri della famiglia Pazzi, appoggiati da Sisto IV e da Ferrante di Napoli, attentano alla vita dei due fratelli Medici che esercitano, di fatto, la signoria sulla città. Lorenzo, pur ferito, si salva. Giuliano, invece, viene ucciso. È la guerra tra le due coalizioni di Stati italiani, che grava però soprattutto su Firenze.

Lorenzo de' Medici ferito nella congiura dei Pazzi, incisione tratta da «Delle rivoluzioni d'Italia» di Carlo Denina in un'edizione del 1846.
1478

La Primavera

Attorno a questa data compare una delle opere più celebri della pittura italiana

Su suggerimento, forse, del Poliziano, che nello stesso anno interrompe la stesura della Stanze per la giostra, dedicate a Giuliano de’ Medici, Botticelli realizza la Primavera. L’opera, ricca di elementi allegorici, è impregnata della cultura umanistica e neoplatonica della corte medicea.

La Primavera, particolare dalla tempera su tavola opera di Sandro Botticelli (Firenze, Galleria degli Uffizi)
1480

Nuovi equilibri in Italia

Termina la fase di scontri tra le grandi potenze italiane

Al termine della guerra che ha visto contrapporsi molti potentati italiani si determina un nuovo equilibrio diplomatico che ruota attorno alla rivalità tra il Regno di Napoli e i suoi nuovi alleati Firenze e Milano, da un lato, e Venezia e Roma, dall’altro. Ludovico Sforza, detto il Moro, esercita di fatto la signoria su Milano.

1480

Al servizio dei Vespucci

Botticelli lavora per una delle più importanti famiglie fiorentine

Su commissione dei Vespucci, la famiglia che diede i natali al celebre navigatore Amerigo, il pittore toscano realizza (pare attorno a questa data) il dipinto Sant’Agostino nello studio. Con quest’opera, ispirata a una lettera apocrifa del santo, Botticelli dimostra la sua abilità nel rimanere aderente al dettato dei testi cui si ispira.

Ritratto di Amerigo Vespucci, incisione
1481

Gli affreschi della Cappella Sistina

Molti artisti che gravitano attorno a Lorenzo il Magnifico si recano a Roma

Dopo il pericolo corso con la congiura dei Pazzi, Lorenzo de’ Medici invia, come segno della propria volontà di riconciliazione con i nemici, molti degli artisti alle sue dipendenze nelle corti italiane, Roma e Napoli soprattutto. Il Botticelli, il Ghirlandaio, il Perugino e altri vengono inviati a Roma dove lavorano agli affreschi della Cappella Sistina.

Ignundo sopra il profeta Geremia, affresco della volta della Cappella Sistina opera di Michelangelo Buonarroti (Città del Vaticano, Musei Vaticani).
1482

La guerra di Ferrara

I due sistemi di alleanze italiani si fronteggiano dopo l’attacco veneziano agli Estensi

Le truppe della Repubblica di Venezia attaccano Ferrara che viene difesa, soprattutto, dal Regno di Napoli (appena liberatosi da un violento attacco turco). Le alleanze diplomatiche italiane giocano un ruolo determinante in questo conflitto destinato a concludersi nel 1484 e che vede gli Estensi salvare la propria capitale ma perdere Rovigo e il Polesine.

1482

Nuovamente a Firenze

Botticelli fa ritorno nella città natale

Rientrato in città, Botticelli accetta l’incarico di affrescare con Perugino, Ghirlandaio, Pollaiolo, la Sala dei Gigli in Palazzo Vecchio, progetto che però non verrà portato a termine. Inizia poi a dipingere Pallade e il centauro e la Madonna del Magnificat, la prima di una serie di opere di ispirazione religiosa.

1483

L’interpretazione dei testi

La bottega di Botticelli realizza opere ispirate alla parola scritta

L’artista dipinge le quattro storie della Novella di Nastagio degli Onesti (ispirata al testo del Boccaccio) e inizia la realizzazione di Venere e Marte (oggi alla National Gallery a Londra e ispirata a un passo latino di Luciano). Ancora una volta la bottega del Botticelli dà prova di una grande attitudine nell’interpretare i testi letterari.

Novella di Nastagio degli Onesti, particolare dal tema del Banchetto nel bosco, tempera su tavola opera di Sandro Botticelli (Madrid, Museo del Prado)
1485

Il Regno di Napoli nel caos

Si apre uno scontro tra la corona degli Aragonesi e la nobiltà locale

Attorno al tentativo di Ferrante d’Aragona di migliorare il sistema di prelievo fiscale e di ridurre una parte delle prerogative della nobiltà si coalizza la ferma opposizione della grande nobiltà meridionale. Il nuovo papa Innocenzo VIII si schiera dalla parte dei nobili contro la monarchia. Nel volgere di circa un anno, Ferrante riuscirà ad avere ragione dei propri nemici.

Ritratto di papa Innocenzo VIII (Giovanni Battista Cybo), incisione opera di artista anonimo del XV secolo
1486

La nascita di Venere

Viene realizzato uno dei grandi capolavori di Sandro Botticelli

Attorno a questa data il pittore toscano, ispirandosi ancora una volta a una delle Stanze del Poliziano, allestisce e realizza uno dei grandi capolavori per il quale è ricordato. Sempre attorno a questa data sono realizzate sia Venere e Marte, sia l’Adorazione dei Magi.

La nascita di Venere, particolare dalla tempera su tela di lino opera di Sandro Botticelli (Firenze, Galleria degli Uffizi)
1487

Mutamenti stilistici in Botticelli

Alla fine di un decennio fondamentale nell’arte botticelliana, lo stile del pittore inizia a mutare

Botticelli realizza la Madonna della Melagrana, un tondo per la Sala delle Udienze, in Palazzo Vecchio. In quest’opera la sinuosità e la naturalezza del tratto lasciano il posto, da un punto di vista stilistico, a una più accentuata attenzione psicologica ed emotiva nell’espressività dei personaggi.

Madonna della melagrana, tempera su tavola opera di Sandro Botticelli (Firenze, Galleria degli Uffizi)
1489-1490

La crisi spirituale incipiente

Botticelli, ormai affermato pittore, è pervaso da nuove inquietudini spirituali

L'artista dipinge diverse opere che hanno come soggetto la Vergine: la Madonna col Bambino e altre per la chiesa di San Marco, e la cosiddetta Annunciazione di Cestello. Mentre si accentua la crisi spirituale (come dimostrano le illustrazioni della Divina Commedia), con Perugino, Domenico Ghirlandaio e Filippino Lippi decora la villa di Lorenzo de’ Medici a Spedaletto.

1490

Cipro è veneziana

Il governo della Serenissima riesce a impossessarsi della strategica isola del Levante

L’isola di Cipro passa formalmente sotto la sovranità di Venezia dopo che, nei due anni precedenti, la diplomazia e i denari veneziani erano riusciti a convincere Caterina Cornaro, reggente dell’isola, a devolverla alla Serenissima. Il possesso di Cipro permette ai veneziani di contrastare efficacemente il dominio ottomano nel Mediterraneo.

Ritratto di Caterina Cornaro, opera di Tiziano Vecellio (Firenze, Galleria degli Uffizi)
1491

I lavori al duomo di Firenze

Con il decisivo appoggio di Lorenzo de’ Medici, Botticelli lavora alla nuova facciata del duomo

Il pittore è chiamato a far parte di una commissione incaricata di esaminare i progetti presentati per la nuova facciata della chiesa fiorentina. Accetta di eseguire, con Gherardo e Monte di Giovanni, due vele a mosaico per la cappella di San Zenobi.

1492

La morte del Magnifico

Firenze piange la scomparsa di uno dei protagonisti della politica italiana del Quattrocento

Si spegne in aprile il grande uomo politico e mecenate fiorentino che, dapprima insieme al fratello Giuliano e in seguito da solo, ha dominato la scena fiorentina e italiana per oltre 20 anni. Dopo la congiura dei Pazzi (1478), Lorenzo aveva svuotato di significato le magistrature repubblicane, accentrando il potere nelle sue mani. Gli succede il figlio Piero.

1492

Il viaggio di Colombo

Il navigatore genovese Cristoforo Colombo approda nei Caraibi

Salpato dal porto spagnolo di Palos in agosto, il 12 ottobre il navigatore italiano, finanziato dai sovrani spagnoli Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia, approda in un’isola, battezzata San Salvador. Colombo crede di aver aperto la via occidentale per l’Asia. In realtà ha raggiunto l’America.

Ritratto di Cristoforo Colombo, mosaico opera di Antonio Salviati del 1847 (Genova, Musei di Strada Nuova, Palazzo Tursi)
1494

La discesa di Carlo VIII

Su invito del duca di Milano Ludovico il Moro, l’esercito francese scende in Italia

Obiettivo finale del re Carlo VIII era la conquista di Napoli, dove da poco regnava Alfonso II, figlio di Ferrante. La discesa del re francese ha effetti devastanti sugli equilibri politici italiani: Piero de’ Medici è cacciato e Firenze torna repubblicana (con il frate Girolamo Savonarola come guida). Carlo VIII entra in Roma, dove incontra il nuovo papa Alessandro VI Borgia.

Busto di Carlo VIII (Firenze, Museo Nazionale del Bargello)
1494

La Calunnia

Botticelli si confronta con un soggetto derivato dall’antica arte ellenica

Il pittore toscano si dedica alla pittura della Calunnia, il cui soggetto è lo stesso di un dipinto di Apelle, così come testimoniava il De pictura di Leon Battista Alberti. Lo stile del Botticelli continua ad evolvere e i suoi tratti diventano ancora più espressivi.

La Calunnia, particolare dalla tempera su tavola opera di Sandro Botticelli (Firenze, Galleria degli Uffizi)
1495

La battaglia di Fornovo

Carlo VIII, conquistata Napoli, torna in Francia per non rimanere isolato

Sconfitto Ferdinando II (detto Ferrandino), figlio ed erede di Alfonso II, i francesi devono affrontare una lega che comprende Milano, Venezia, il papa, l’imperatore Massimiliano e i regnanti spagnoli. I due eserciti si scontrano a Fornovo e Carlo VIII ripiega in Francia. Il pericolo, per ora, è rimandato, ma l’Italia è alla mercé dei sovrani stranieri.

1496

L’Oratio de hominis dignitate

Esce, postuma, un’opera di Pico della Mirandola destinata a un’enorme fortuna

Nel 1494 era morto, in circostanze misteriose, il grande umanista Giovanni Pico della Mirandola, intellettuale dell’epoca gravitante attorno all’Accademia ficiniana e alla Firenze medicea. La sua opera è rappresenterà una sorta di manifesto filosofico dell’età rinascimentale.

Ritratto di Giovanni Pico della Mirandola, opera di anonimo risalente al XV secolo
1497

La Repubblica a Firenze

A Firenze si registra la contrapposizione tra diverse fazioni

Nella città toscana si consuma la rivalità tra piagnoni (ossia i seguaci di Savonarola), palleschi (sostenitori dei Medici) e arrabbiati (esponenti antimedicei, ma non favorevoli al frate domenicano). Savonarola, intanto, attira su di sé l’ostilità di molti principi, come il duca Ludovico il Moro, e del papa che, infine, lo scomunica.

1497-1498

L’influenza del Savonarola su Botticelli

Il pittore toscano alla prova con opere ispirate all’insegnamento del domenicano

Botticelli dipinge la Crocifissione con Maddalena penitente e un angelo, una chiara rappresentazione allegorica della città di Firenze decaduta a causa dei vizi morali da cui è dominata e che, una volta pentitasi, merita la protezione divina (l’angelo).

1498

La morte di Savonarola

In maggio viene ucciso il frate che aveva tentato di moralizzare la vita pubblica fiorentina

Perso il controllo, da parte dei piagnoni, del governo repubblicano, il destino di Girolamo Savonarola, scomunicato l’anno prima dal papa, è ormai segnato. Arrestato e processato in maggio, il suo corpo viene lasciato ardere sul rogo come eretico. È la fine della fase “democratica” della Repubblica fiorentina.

Ritratto di Girolamo Savonarola, incisione di Edme de Boulonois (Milano, Castello Sforzesco Civiche Raccolte d'Arte Applicata ed Incisioni Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli”)
1498

La pietà

Attorno a questa data Michelangelo Buonarroti scolpisce uno dei suoi più grandi capolavori

Michelangelo Buonarroti, seppur ancora giovane, realizza un'opera destinata a segnare l’arte scultoria di tutto il Rinascimento. Il tema è quello della pietà, ossia il corpo del Cristo morto tra le braccia della Vergine, molto diffuso nel Nord Europa. L’opera è oggi ammirabile nella basilica di San Pietro.

1499

Il ritorno dei francesi

Luigi XII, successore di Carlo VIII, scende in Italia alla testa di un potente esercito

L’anno precedente, cingendo la corona francese, Luigi XII si era proclamato, contemporaneamente, anche duca di Milano e re di Napoli. La sua discesa in Italia non incontra ostacoli: fuggito il duca Ludovico il Moro, Milano cade in breve tempo sotto il dominio francese.

1501

La fine degli Aragonesi di Napoli

Stretto dalle manovre francesi e spagnole termina il regno di Federico III di Napoli

A seguito dell’accordo di Granada tra Luigi XII e i sovrani di Spagna, le truppe francesi invadono il regno di Napoli da Nord (anche grazie all’appoggio di papa Alessandro VI e di suo figlio Cesare Borgia, il duca Valentino), mentre quelle spagnole lo invadono da sud. Federico, il re di Napoli, va in esilio in Francia, lasciando la propria corona a Luigi XII.

Statua equestre di Luigi XII (Blois, Château Royal)
1503

Si sgretola l’impero dei Borgia

Muore in agosto Alessandro VI, al secolo Rodrigo Borgia

Il papa spagnolo, durante il suo pontificato, aveva utilizzato in maniera spregiudicata la propria carica e il proprio potere per favorire i propri figli e, più in generale, i suoi sodali. Alla sua morte (dopo il breve pontificato di Pio III, sul soglio di Pietro si siede il rivale Giulio II della Rovere), il disegno dei Borgia si sgretola, a partire dai domini del duca Valentino.

Ritratto del papa Alessandro VI (Rodrigo Borgia), opera di anonimo di scuola tedesca del XVI secolo (Digione, Musée des Beaux-Arts)
1504

Gli spagnoli a Napoli

Dopo la caduta del dominio aragonese, i nuovi padroni del Mezzogiorno non trovano un accordo

Separati dall’interpretazione degli accordi di Granada, francesi e spagnoli aprono le ostilità per il controllo del Regno di Napoli. Dopo una serie di sconfitte militari (tra cui la celebre disfida di Barletta del 1503), i francesi abbandonano Napoli. Ferdinando il Cattolico, vedovo di Isabella di Castiglia e già re di Sicilia, indossa la corona partenopea.

1504

Una collocazione per il David

Convocata una commissione per stabilire l’idonea sistemazione del capolavoro di Michelangelo

Dopo che il genio di Michelangelo Buonarroti aveva partorito in Firenze il David, capolavoro scultoreo rinascimentale, si installa una commissione chiamata a deciderne la collocazione in città. Ne fanno parte grandi artisti del calibro di Leonardo, Pollaiolo, Ghirlandaio, Filippino Lippi. Anche Botticelli, pur ormai da anni lontano dalla scena pittorica, viene chiamato a farne parte.

David, opera di Michelangelo Buonarroti (Firenze, Galleria dell'Accademia)
1506

La Gioconda e San Pietro

A Milano Leonardo termina il celebre dipinto e, a Roma, Bramante inizia i restauri di San Pietro

Attorno a questa data il pittore (e genio poliedrico) Leonardo da Vinci porta a termine uno dei dipinti più celebri della storia, di cui peraltro è ancora ignoto il soggetto. Nel medesimo periodo Giulio II affida al Bramante i lavori di restauro della basilica di San Pietro. L’intervento muterà più volte, e vedrà, tra gli altri, la partecipazione di Michelangelo e del Bernini.

La Gioconda, olio su tavola opera di Leonardo Da Vinci del 1503 ca. (Parigi, Musée du Louvre)
1509

La lega di Cambrai

L’esistenza della Repubblica di Venezia è messa in discussione dalle forze della lega

Venezia viene attaccata contemporaneamente dalle forze delle principali potenze del tempo (Francia, Impero e Spagna) e da molti Stati italiani (Ferrara, Mantova, Savoia, nonché il papato). La decisiva battaglia di Aganadello si risolve in una clamorosa disfatta dei veneziani che riescono a salvarsi soltanto grazie alla loro abile diplomazia.

1510

Raffaello a Roma

Attorno a questa data il pittore Raffaello Sanzio opera al servizio del papa

Giunto da poco a Roma, l’artista urbinate si impone come uno dei grandi maestri dell’epoca. All’incirca in quest’epoca Raffaello realizza, nei palazzi vaticani, gli affreschi di quella che poi sarebbe stata chiamata Stanza della Segnatura. Tra questi, vi è la celeberrima Scuola di Atene, omaggio del pittore alla sapienza greca.

1510

La morte di Botticelli

Si spegne a Firenze il grande pittore rinascimentale

Sandro Botticelli, ormai isolato dall’ambiente artistico che gli preferisce il già affermato Leonardo e l’astro nascente Michelangelo, si spegne il 17 maggio e viene sepolto nella chiesa di Ognissanti. Gli ultimi anni del pittore trascorrono in povertà; unico vero erede del pittore fiorentino è Filippino Lippi, il figlio del vecchio maestro Filippo Lippi.

1511

La lega santa

Le vittorie dei nemici di Venezia lasciano spazio alle rivalità tra i contraenti della lega di Cambrai

Su iniziativa di papa Giulio II, le forze veneziane, spagnole e svizzere, nonché quelle papali, si coalizzano contro i francesi, il cui esercito imperversava nelle regioni dell’Italia settentrionale. Nel volgere di un anno, i francesi saranno costretti ad abbandonare l’Italia. Con la loro dipartita, tornerà a Milano (1512) Massimiliano Sforza, figlio di Ludovico il Moro.

Leone marciano andante, olio su tela opera di Vittore Carpaccio del 1516 (Venezia, Palazzo Ducale, Sala Grimani)
1512

Il ritorno dei Medici a Firenze

La vittoria delle armate spagnole e pontificie pone termine alla Repubblica di Firenze

Dopo il saccheggio di Prato, il gonfaloniere a vita, Pier Soderini, si dimette e, con la sua uscita di scena, viene rovesciato il governo repubblicano. I Medici, con il cardinale Giovanni (dal 1513 papa con il nome di Leone X) e suo fratello Giuliano, figli di Lorenzo il Magnifico, ottengono nuovamente il potere nella città toscana.

1513

Il Principe

Niccolò Machiavelli redige il libro che più di ogni altro lo renderà celebre

Machiavelli, segretario nella Firenze repubblicana governata da Pier Soderini, aveva perso il proprio incarico a seguito del ritorno dei Medici. Nell’esilio politico in cui si trova, redige un’opera (che uscirà postuma una ventina d’anni dopo) dedicata ai nuovi signori di Firenze, nella quale raccoglie le “istruzioni” per conquistare e conservare il potere.

Pagina del codice miniato dal «Principe» di Niccolò Machiavelli (Firenze, Opera Medicea Laurenziana, Biblioteca Medicea Laurenziana)
1515

Francesco I e la battaglia di Marignano

Il nuovo re di Francia, alleato con i veneziani, riconquista il ducato di Milano

Francesco I, succeduto al cugino Luigi XII, muove alla testa di un grosso esercito, alleato ai veneziani, alla volta di Milano. A Marignano (l’odierna Melegnano) il suo esercito sbaraglia un’alleanza composta dalle truppe del papa, dell’imperatore, di Ferdinando di Spagna (e di Napoli), nonché di Massimiliano Sforza. Milano è nuovamente francese.

1516

Sorge il potere di Carlo d’Asburgo

Alla morte di Ferdinando il cattolico, il nipote Carlo diventa re di Spagna

Carlo d’Asburgo, già signore dei domini borgognoni ereditati dal padre Filippo il bello, discendente dalla famiglia che controlla da tempo la corona imperiale, diventa re di Spagna (e, conseguentemente, anche di Napoli e della Sicilia) alla morte del nonno Ferdinando il Cattolico, data l’inabilità della madre Giovanna la Pazza.

Allegoria di Carlo V dominatore del mondo, opera di Peter Paul Rubens del 1607 (Salisburgo, Residenzgalerie Salzburg)
1517

La Riforma di Lutero

Con l’apparizione delle tesi di Martin Lutero si apre in Europa l’età della Riforma

Mentre a Roma si chiude il Concilio lateranense, il monaco agostiniano Martin Lutero affigge (secondo la tradizione) 95 tesi in contrasto con la pratica e l’insegnamento cattolici. È l’inizio di una serie di movimenti, chiamati nel loro insieme Riforma protestante, destinati a spaccare l’unità religiosa europea.

Ritratto di Martin Lutero, olio su tavola opera di Lucas Cranach il Vecchio (Basilea, Kunstmuseum Basel)
1519

L’impero su cui non tramonta mai il sole

Morto Massimiliano d’Asburgo, il nuovo imperatore diviene suo nipote Carlo

Dopo aver preso possesso dei domini ereditari della casa d’Austria, Carlo d’Asburgo, già signore delle Fiandre e re di Spagna (e domini annessi), si candida alla carica di imperatore del Sacro Romano Impero. I sette principi elettori (probabilmente corrotti da Carlo) gli assegneranno la corona imperiale. L’enorme potere di Carlo sarà sempre contrastato dai re francesi.

1429
1519