Adorazione dei Magi (deposito),

particolare con l'abbozzo della moltitudine sullo sfondo

Botticelli si forma giovanissimo presso la bottega di Filippo Lippi, il frate carmelitano in quel periodo impegnato alla realizzazione degli affreschi del duomo di Prato. Sui ponteggi della cappella maggiore, Botticelli conosce la pittura aggraziata e preziosamente ornata da lumeggiature dorate del suo maestro.

La tempera

A partire da questa prima attività, l’artista mette a punto la propria tecnica, che si struttura in modo compiuto a partire dagli anni ’70 del Quattrocento.
Botticelli dipinge sempre a tempera, tecnica che aveva imparato a padroneggiare durante l’apprendistato. Le tavole che utilizza sono di legno di pioppo, preparate con due stesure, la prima con gesso di granatura più grossolana, la seconda più fine, come emerge sia nell’Adorazione dei Magi degli Uffizi, che nella Primavera e nell’Incoronazione della Vergine.

Il disegno

Anche nella preparazione del disegno, l’artista utilizza procedimenti consolidati. Dopo essere stato tracciato a carboncino, il soggetto viene ripreso e fissato a pennello con l’uso di inchiostro di carbone. In questa fase il pittore utilizza i tratti più sottili e puntuali per tracciare particolari a cui assegna maggiore importanza, come i piedi e le mani, segno del dinamismo e del movimento.

Le linee

Per definire le linee architettoniche e le linee geometriche, ricorre all’uso dell’incisione. Botticelli procede con campiture di imprimiture di colori diversi a seconda del colore finale che vi avrebbe applicato, ottenendo varie tonalità, grazie agli effetti di trasparenza dei pigmenti.

L’abilità dell’artista è testimoniata anche dai fogli a punta metallica su carte colorate (Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi), oltre che dai cartoni per le tarsie lignee dello Studiolo di Federico da Montefeltro al Palazzo Ducale di Urbino.

L’oro

Altro carattere riconoscibile in tutta l’opera di Botticelli è la diretta conoscenza della lavorazione dei metalli, in cui sembra riflettersi la primissima educazione artistica del maestro. Il pittore ricorre spesso ad abbellimenti per vesti, cinture, sciarpe, utilizzando l’oro, amplificatore della luminosità.

I colori

Anche la scelta del colore cade su pigmenti che permettono di raggiungere effetti di luce molto intensi. Nella sua tavolozza sono poco presenti le terre, piuttosto opache, mentre trionfano i brillanti blu oltremare, rosso cinabro, verderame e due tipi di lacche rosse, il carminio, dalla resa più calda, e la lacca di garanza, dalle vibrazioni più fredde.

Caratterizzati da una granulazione molto fine, mescolati al legante (generalmente uovo), creano impasti sottili e uniformi che permettono al pittore di creare superfici levigate dagli effetti smaltati.