Aspetto esterno e ridefinizione degli ambienti interni delle dimore private quattrocentesche

Arredi rinascimentali nella camera da letto del castello di Lassay-les-Châteaux (Francia)

La casa

L’abitazione privata, in particolar modo quella posseduta dai ceti più benestanti, mostra nel Quattrocento novità relative alle sue caratteristiche architettoniche, alla composizione degli arredi e alla diversificazione degli ambienti. Il legno perde il suo monopolio come materiale da costruzione, tranne che per ballatoi, balconi, soffitti e ripiani. Le finestre vengono allargate e chiuse attraverso scuri in legno (assai più raramente con il vetro).

L’ambiente centrale della casa rimane la cucina. La nuova attrezzatura per la preparazione e cottura dei cibi (spiedi, teglie ecc.) permette di trasferire la cucina stessa dai piani superiori (dove era collocata per limitare la diffusione dei fumi) a quelli inferiori.

Si diffondono i camini (inizialmente chiamati “franceschi”, nome che ne evidenzia l’origine transalpina), costruiti in muratura e dotati di cappa.

Il mobilio e l’arredamento si fanno più ricchi, e si diffondono credenze, casse e bancali, ma anche sedie e tappeti. Nella camera da letto, un’immagine sacra continua a dominare il talamo e, per i più ricchi, ancora il baldacchino.